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Glistening 1995 album! Produced by John Leckie (The Stone Roses). Includes "High & Dry" and "Fake Plastic Trees". Review: excellent, very satisfied, quick delivery Review: Issues with recorded quality. Not a balanced mastering














| ASIN | B01F0XLPDC |
| Customer reviews | 4.7 4.7 out of 5 stars (3,900) |
| Item model number | 35496992 |
| Label | xl recordings |
| Manufacturer | xl recordings |
| Number of discs | 1 |
| Product Dimensions | 14.2 x 12.7 x 0.71 cm; 96.1 g |
A**U
excellent, very satisfied, quick delivery
T**T
Issues with recorded quality. Not a balanced mastering
Z**0
"The Bends" dei Radiohead è un capolavoro che segna il passaggio cruciale di una band da fenomeno underground a icona del rock alternativo. Uscito il 13 marzo 1995, è il secondo album del gruppo inglese e rappresenta un salto emozionale, tecnico e concettuale rispetto al debutto "Pablo Honey". Un sound in espansione: Abbandonando le influenze grunge di "Creep", i Radiohead creano un universo più cupo, denso e atmosferico. Brani come *"High and Dry"* e *"Fake Plastic Trees"* uniscono chitarre acustiche, synth inquietanti e la voce di Thom Yorke che sembra levitare tra le nuvole. Testi introspettivi e poetici. L’album è un viaggio nella disconnessione moderna, l’ansia, e il peso delle relazioni. Ascolta *"The Bends"*, dove Yorke canta: "All the poor and lonely, all the freaks that chase, driven on by desire, these desperate hands". È come se ogni canzone fosse un grido trattenuto. Da *"Just"*, con il suo riff tagliente e il climax isterico, a *"Street Spirit (Fade Out)"*, un lento sussurro che ti avvolge e ti lascia senza fiato. La band suona come se stesse lottando contro sé stessa — e questo è magico. Prodotto da John Leckie (già con Pink Floyd e Muse), l’album ha un suono più maturo, meno “britpop” e più visionario. Il gruppo inizia a esplorare il territorio che poi esploderà in "OK Computer". Se proprio vogliamo trovare qualche difetto Alcuni fan del primo periodo potrebbero trovare l’album meno immediato di "Creep", ma è un disco che si svela con l’ascolto. La produzione, pur eccellente, ha un suono un po’ “raw” che non rende giustizia a tutte le sfumature (ma questo aggiunge fascino). Il finale di *"Bones"* è un po’ confusionario, ma è un dettaglio. 1. *"Planet Telex"* – Un opener ipnotico, con distorsioni e paranoia palpabile. 2. *"Fake Plastic Trees"* – Una ballata fragile, come un sussurro in una foresta di plastica. 3. *"High and Dry"* – Il singolo malinconico che ti resta dentro. 4. *"Street Spirit (Fade Out)"* – La chiusura maestosa, un requiem che ti fa sentire il peso del mondo. 5. *"Just"* – Un pezzo nervoso e perfetto per sentire il cuore pulsare. Nel 2020, Rolling Stone lo ha inserito tra i 500 migliori album di tutti i tempi. È stato un successo commerciale (3x Platino nel Regno Unito), ma soprattutto un trasso fondamentale per band come Muse, Coldplay e Arcade Fire. È il disco dove i Radiohead trovano la loro voce: meno rockettari, più inquietanti. Ogni ascolto ti rivela un nuovo dettaglio: è come un puzzle emotivo. È un ponte tra il grunge e l’era digitale, con un sound che ancora oggi suona fresco. "The Bends" non è solo un album: è un’esperienza. Se ti piacciono artisti come Muse, The National o Smiths, questo è il disco che ti farà capire perché i Radiohead sono considerati i profeti del rock maledetto. Non è facile da digerire al primo colpo, ma è un investimento emotivo che ripaga.
V**D
Radiohead in its best period.
K**S
great album
Trustpilot
4 days ago
1 month ago